Le tracce del tema di italiano, le polemiche intorno alla seconda prova, i commenti sulla terza. Con gli orali ormai terminati, tiriamo insieme le fila sull’esame più atteso da tutti gli studenti.


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La Maturità 2018 si è ormai conclusa e per gli studenti è tempo di concedersi vacanze, sole e relax, con la mente già proiettata all’anno prossimo e alla strada da intraprendere. Ma com’è andato l’esame? Abbiamo seguito le varie tappe passo passo, per tirare le fila insieme e imparare qualcosa che potrà essere utile ai maturandi del prossimo anno.

Gli scritti: difficoltà, polemiche, risultati inattesi

Il 20 giugno si sono aperti i lavori con la prova di italiano: le tracce proposte dal Miur erano per la gran parte attese, ma non per questo hanno messo meno in difficoltà gli studenti.

“I diversi volti della solitudine nell’arte e nella letteratura” è stata la più scelta, svolta dal 22,1% dei ragazzi, che si sono dovuti confrontare con le poesie di Alda Merini, Salvatore Quasimodo, Francesco Petrarca, con un estratto di “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello e con i quadri di Fattori, Munch e Hopper. A seguire l’analisi del testo, che ha ottenuto il favore del 18% degli studenti con un brano sulle persecuzioni razziali tratto da “Il giardino dei Finzi-Contini” di Bassani: in molti, pur non conoscendo benissimo l’opera, hanno deciso di rischiare e scegliere questa traccia. Successo anche per il tema di ambito socio-economico, che chiedeva ai maturandi di riflettere su “la creatività, dote d’immaginare, come risultato di talento e caso”. Il 14,8% ha puntato tutto sulla Costituzione, che con i suoi 70 anni di ricorrenza era la più attesa, mentre solo l’ 1,1% ha svolto il tema storico, che proponeva di analizzare la cooperazione internazionale partendo da un brano tratto da un discorso di Aldo Moro e da un brano dedicato ad Alcide De Gasperi. Gli studenti lo hanno giudicato troppo difficile.

Il giorno successivo è toccato alla seconda prova, diversa per ogni istituto ma ugualmente difficoltosa. Le polemiche maggiori hanno riguardato il Liceo Classico e il Liceo Scientifico.

La versione di greco, infatti, era un brano di Aristotele sull’amicizia tratto dall’ “Etica Nicomachea”, una raccolta di appunti che non era destinata alla pubblicazione: “Aristotele non si augura nemmeno al peggior nemico”, hanno commentato i grecisti sui social. L’autore è stato proposto ai maturandi solo 3 volte in 40 anni, a causa delle difficoltà, che in questo caso hanno riguardato sia il contenuto che la grammatica, con l’aggiunta di errori di trascrizione rispetto all’originale e una sintassi frantumata e frammentaria.

Allo Scientifico, invece, si sono dovuti misurare con la “questione della mattonella”: gli studenti dovevano controllare il funzionamento di una macchina adoperata nella produzione industriale di mattonelle per i pavimenti, avendo come punto di riferimento le teorie di tassellazione del piano. Fuori programma, eccessivamente complicato e studiato per mettere in difficoltà gli studenti: “primo leggete il problema, secondo iniziate a piangere, terzo fate i quesiti” pare siano state le parole di un professore alla sua classe.

Al Liceo delle Scienze umane l’argomento sono stati “i diritti umani e i principi democratici” e al Linguistico la traccia di inglese ha chiesto il commento di un articolo del quotidiano britannico “Financial Times” sul comportamento dei consumatori e dei consigli per le vendite. Vario e particolare il discorso per gli Istituti tecnici: l’indirizzo di Elettronica ed Elettrotecnica ha dovuto svolgere una traccia legata al sistema di smistamento dei prosciutti in un prosciuttificio.

Infine la terza prova, diversa non solo da Istituto a Istituto ma anche da classe a classe, con le domande scelte direttamente dalla commissione d’esame. Lo scoglio più atteso degli scritti, che ha causato maggiori ansie agli studenti e interminabili ripassi in cerca degli argomenti più probabili per ogni materia.

In realtà, dai commenti lasciati nel gruppo Facebook “Maturità 2018”, pare che il 90% degli studenti sia rimasto soddisfatto della prova, che è risultata “più facile del previsto”. A causa della presenza dei commissari esterni, non sono mancate polemiche riguardanti domande su argomenti non affrontati in classe. Ultimo anno, però, per la temuta terza prova, che già nel 2019 non farà più parte dell’esame di maturità.

L’orale: la disperazione dei primi e l’ansia degli ultimi

Dopo gli scritti, gli studenti si sono dovuti misurare con la commissione riunita al completo nella prova orale, che ha avuto come basi di partenza la tesina o mappa concettuale e la correzione dei compiti svolti nei giorni precedenti. Ripassi, strategie di memorizzazione, allenamento all’esposizione: i ragazzi si sono divisi fra la disperazione di coloro che sono stati estratti per primi e la crescente ansia di coloro che hanno dovuto aspettare gli ultimi giorni.

Gli studenti che si sono ritrovati con l’interrogazione a pochissimi giorni dalla terza prova sono stati costretti a strutturare il ripasso in un tempo decisamente limitato, prediligendo gli argomenti che ricordavano meno e concentrandosi sulle materie degli scritti in cui erano risultati carenti. In questi casi l’organizzazione è fondamentale.

Gli altri hanno avuto più giorni a disposizione , per definire un calendario di studio più tranquillo e vario. Nonostante questo, il tempo sembra sempre non bastare e la stanchezza inizia a farsi sentire, con le temperature del mese di luglio che decisamente non aiutano.

In Conclusione…

Qualche accorgimento:

  • L’esame orale si basa soprattutto su un lavoro personale, la tesina, che deve essere ben meditata e strutturata nei mesi precedenti la fine della scuola. Biglietto da visita e punto di partenza delle successive domande, per i maturandi la condizione ideale è aver terminato il proprio elaborato per tempo, aver avuto modo di studiarlo e ritrovarsi i giorni prima dell’orale a doversi solo esercitare nell’esposizione.
  • Il ripasso stesso deve essere organizzato e strutturato in anticipo, con un lavoro costante che deve protrarsi per tutto l’anno scolastico. In questo modo, che siate primi o ultimi, il lavoro si potrà concentrare sulla revisione degli scritti, la messa a punto della tesina e lo studio degli argomenti nei quali ci si sente meno preparati.

L’ansia che accompagna l’esame di Maturità è inevitabile, in quanto tappa fondamentale e determinante del percorso scolastico di ogni studente, ma con un programma di studio organizzato e costante è possibile arrivare alle prove pronti e con uno stato d’animo positivo, che vi aiuterà a rimanere concentrati.

Si dice che “chi ben comincia è a metà dell’opera”, quindi perché aspettare? Se devi affrontare la Maturità l’anno prossimo, non esitare a contattarci! Con i docenti di Matemagia, strutturando un percorso di studio e metodo durante tutto l’anno scolastico, puoi  superare con successo l’esame!

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Con l’occasione, Matemagia si congratula con tutti i suoi studenti che hanno raggiunto questo importante traguardo!